WG Casting: das Interview

Il gran giorno è arrivato.

Calogero ha l’appuntamento per visitare la stanza alle 19.15. Il “Casting”. È nervoso. Come farà ad attirare la simpatia degli inquilini? Deve mostrarsi simpatico, ma senza esagerare; estroverso, ma non invadente; di mente aperta, ma non eccessivo; discreto, ma non mutangolo; interessante, ma non sopra le righe. Pensa. Riflette. Suda. Fa una doccia (non deve puzzare: quello è chiaro). Come dovrebbe vestirsi? Elegante, no; sportivo, nemmeno; casual, ma senza particolari connotazioni; anonimo, ma non troppo. Voilá: jeans, camicia sportiva, scarpe da ginnastica, che ai tedeschi piacciono tanto. Moderatamente spettinato, fintamente noncurante. Pronto.

Arriva con 20 minuti di anticipo. Controlla il nome sul citofono per assicurarsi di essere nel posto giusto, poi si mette a passeggiare per il quartiere: non può certo suonare subito, sicuramente ci sarà qualche altro “candidato” prima di lui. Si guarda intorno: la zona è bellissima, centrale, servita dai mezzi, piena di vita. A due passi dal parco. Calogero lo sa, deve ancora affrontare il colloquio e poi aspettare la chiamata, che probabilmente non arriverà mai. Non deve affezionarsi a quel posto. Comincia a cercare i lati negativi: ma sì, in fondo mica è l’unica zona bella di Monaco, la rete di trasporti arriva ovunque, le zone verdi sono dappertutto… e poi magari, se più in là dovesse decidere di comprare una macchina, avrebbe problemi a trovare parcheggio…

Cerca di non pensare, si concentra su altro, guarda l’orologio. Prova a immaginarsi come un concorrente di un reality show* alle prese con le selezioni. E il vincitore è…

Guarda di nuovo l’orologio, mancano 6 minuti. Si avvia lentamente verso il portone, fa il giro largo. 19.13, si decide a suonare.

Il portone viene aperto e Calogero comincia a salire. Nessuno ha risposto al citofono, non sa a che piano andare. Apriranno la porta, spera. Qui non ci sono targhette con i nomi.

Arriva al terzo piano, c’è una porta aperta. Un ragazzo biondissimo e una ragazza mora gli sorridono. Entra a casa e un terzo ragazzo lo saluta cordialmente. Sono Michael, Sabine e Omar. Lo invitano ad entrare in cucina, si siedono tutti e quattro attorno a un tavolo minuscolo. La cucina è piccola, c’è appena lo spazio per passare. Una pila di piatti sporchi sul lavandino non promette niente di buono.

“Möchtest du einen Kaffee trinken?”

Scheiße! Un caffè tedesco! Non si è ancora abituato al caffè tedesco e l’igiene non sembra delle migliori… ma rifiutare sarebbe scortese. Sembrerebbe scostante, poco socievole, zurückhaltend. “Sehr gerne, DANKESCHÖN!”.

Trangugia con aria fintamente riconoscente un sorso di quella brodaglia. Sorride. I coinquilini lo osservano in silenzio.

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Also, parlaci un po’ di te, chi sei, da dove vieni, che ci fai a Monaco, che fai nella vita, che interessi hai, che tipo di persona sei, dove hai imparato il tedesco, vuoi un altro po’ di caffè? Hai già degli amici qua o sei solo, hai una fidanzata, un fidanzato, noi chiaramente non abbiamo problemi damit, fumi, che mangi, sei vegetariano? Ti piace fare feste, inviti spesso gli amici a casa, cucini molto, hai problemi se ogni tanto noi facciamo dei party?

Il clima è amichevole, ma Calogero si sente sotto assedio. Deve pensare in fretta. Dare risposte accettabili. Feste? Mmmmmmmnnnnnnhhhhhnnnnooo, non fa molte feste, ma ovviamente non ha problemi se le fanno loro, anzi, se lo invitano partecipa volentieri, ma solo se lo invitano, eh, scherza, ci mancherebbe… Cucina… mmm… cucina bene, cucina volentieri, cucina per tuttiiiiiii!!!

L’interrogatorio dura circa mezz’ora. I tre si guardano fra loro, ma le espressioni sono impenetrabili. Sarà piaciuto? Ha cercato di fare lo splendido, ma con discrezione. Ha puntato sulla sua italianità, ha parlato di cibo, di solito funziona, gli stranieri amano il cibo italiano. Sembrano contenti, ma… uargh!

Gli sovviene un pensiero: maaaaa… la stanza? Finora gli hanno fatto domande, sanno tutto di lui, ma della casa ha visto soltanto la cucina.

I ragazzi sembrano leggergli nel pensiero. Si scambiano un cenno d’intesa: adesso vieni, ti facciamo vedere la stanza.

Attraversano un corridoio stretto, con poster e cartoline alle pareti. “Ah, qui c’è il primo bagno”, dice Sabine. “Ne abbiamo anche un altro, – aggiunge Michael – ma senza doccia. È in fondo al corridoio”. “Ah, – conclude Omar – le lavatrici e le asciugatrici sono nella sala comune in cantina, costano 1 € per volta”. “Ma ecco: das ist das Zimmer“. Sabine apre una porta in fondo al corridoio.

La “stanza” è una sorta di camerino riadattato. In alto, una minuscola finestrella che non fa filtrare molta luce. A destra, un letto singolo. Ai piedi del letto, una scrivania. A sinistra, un armadio e una piccola libreria. “L’arredamento appartiene al coinquilino precedente, chi vuole affittare la stanza deve essere disposto a comprarlo. Vende tutto per 300€. L’affitto è 550€ al mese warm, spese incluse”, lo informa Omar.

WAAAAAAAAAAAAAAAAS??? 550€ al mese per uno sgabuzzino, più 300€ per mobili che neanche gli piacciono. Più la cauzione. Ma è una stanza. È un tetto sopra la testa. Non può permettersi di fare lo schizzinoso. Magari poi, con l’abitudine, non sarà tanto male. In fondo a casa ci starebbe solo per dormire. Deve dire qualcosa. Sa che deve dire qualcosa. Deve manifestare interesse, deve tirare fuori un complimento. “BELLA! Mi piacciono gli ambienti raccolti!“.

Un genio dell’improvvisazione, Calogero.

Il colloquio è finito. I ragazzi lo congedano con la solita frase, “ti facciamo sapere la possima settimana”. “Grazie per la disponibilità, – risponde Calogero – spero tanto di risentirvi. Voi mi siete piaciuti davvero molto. E ricordate, eh… se mi scegliete, pasta all’arrabbiata per tutti! Promesso!!!”

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* Esiste davvero, in Germania, un reality show dedicato alla ricerca di appartamenti! Si chiama “Wer zieht ein?” Ovvero “Chi si trasferisce?”. Però Calogero è arrivato da poco e non lo sa.

NOTA A MARGINE: per dovere di cronaca, devo dire che anche a Torino le selezioni per i coinquilini vengono fatte in questo modo. Solo che a Monaco il tutto è reso ancora più tragico dalla mancanza di alloggi (si stima manchino 45.000 appartamenti e la città al momento è un cantiere aperto).

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