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Viaggiare è una cosa meravigliosa: vedi nuovi posti, conosci nuova gente.

Un viaggiatore lo riconosci subito: fa domande pertinenti, non fa perdere tempo, si è già spesso organizzato.

Chi non ha mai viaggiato arriverà al desk con l’aria superiore, ti contesterà la richiesta dei documenti di tutti, cani e gatti inclusi, o la carta di credito a garanzia, garantendoti di essere una brava persona e basta la sua sconosciuta parola.

I più boriosi sfoderano il loro “Ho viaggiato in tutto il mondo e queste cose non mi sono mai state richieste”, più irritante di un “lei non sa chi sono io”. Perché proprio quelli che dicono di aver girato il mondo, al massimo sono usciti in terrazza ad abbeverare le piante…

Poi ci sono quelli che non hanno la minima idea del loro spazio nel mondo: quelli che non distinguono una carta di credito da un bancomat, che per prenotare vorrebbero dare “il loro” iban, forse per ricevere dei soldi come ringraziamento per aver prenotato?

Il genio del giorno

– Per confermare ho bisogno di una carta di credito a garanzia
– È una mastercard. Il numero è 08…
– Zero? La Mastercard inizia con 5
– Ha ragione! Avevo la carta al contrario!

Commenti

  1. Serena

    E tuttavia, abitando il Germania, posso a loro discolpa confermare che la (buona, sana, corretta, civile) abitudine di chiedere tutti i documenti è solo nostra! Siamo gli unici a mandare ogni sera il file delle presenze alla polizia, ad esempio: i software hanno questa funzione solo ed esclusivamente per l’Italia.
    Follia!

    1. Autore
      del Post
      Dnl

      Nonostante questo, però, un tedesco non ti contesterà mai il fatto che gli stai chiedendo i documenti e ti darà anche quelli del cane e del gatto.
      In Italia, invece, si porteranno la discussione a morire e ti diranno che i bambini sotto i 14 anni non possono fare la carta d’identità.
      Ammesso (e non concesso) che loro siano rimasti fermi alle regole del 1989, a quei tempi, era d’obbligo portare con sé l’attestato d’identità con foto.

  2. Serena

    Eh insomma… anche il tedesco sa essere rompiscatole. Se è convinto di avere ragione, non c’è spiegazione che tenga.
    A volte però con loro aiuta la frasetta magica: “Es ist leider nicht erlaubt”.

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