Sorelle Prestigiacomo – Stavo sognando?

 

“Niente amore stavolta, giuro

non c’entra niente, poco ma sicuro…”

Il viaggiatore che visiti la Sicilia per la prima volta resterà incantato dall’atmosfera onirica e quasi sospesa dell’isola, che cattura e imprigiona in una languida e voluttuosa congerie di suoni, colori, profumi e sapori. Un’isola in cui il tempo è una tra le tante incerte variabili dell’esistenza e potrebbe ugualmente scorrere in avanti o all’indietro o perfino restare ancorato in un attimo sospeso che ha il sapore dell’eternità.

Le sorelle Prestigiacomo, siciliane di nascita e sognatrici per vocazione, di questo sentimento sono perfette interpreti.

Protagoniste indiscusse della scena musicale trapanese e favignanese, Roberta e Adriana cominciano giovanissime a cantare. Già all’età di 15 anni Roberta, che ha oggi all’attivo tre CD, di cui uno in dialetto siciliano, comincia a scrivere canzoni accompagnandosi con la chitarra e a partecipare a vari festival e concorsi, ottenendo riconoscimenti in tutta Italia. È presente al festival di Poggio Bustone nel 2017, dove vince il premio della critica; partecipa al Musicily nel 2008; a Italia ti canto, evento organizzato da Raidue, nel 2009; al Trapani Pop Festival nel 2017; la sua voce supera anche i confini nazionali, con la partecipazione alla rassegna Italienische Liedermacher a Zurigo nel 2017.

Adriana, classe ’94, carattere solare ed entusiasmo travolgente, oltre ad essere molto presente nella scena musicale trapanese accompagna da sempre la sorella in registrazioni, tour e festival. Sempre pronta a fare le valigie ed esplorare il mondo, ha all’attivo un’esperienza semestrale come performer su una nave da crociera in estremo oriente.

Nel 2018 le sorelle hanno incantato il pubblico mitteleuropeo esibendosi a fianco del cantautore Pippo Pollina sui palcoscenici di Austria, Germania e Svizzera.

il CD Fiori Nuovi, uscito nel 2017, è un lavoro a quattro mani che, in un’atmosfera sospesa fra sogno e ricordi, regala all’ascoltatore squarci di vita e riflessioni articolate sui toni di una tenerezza mai melensa.

Inserendosi nel solco di una tradizione ben consolidata nell’ambito del cantautorato, la prima canzone, È stato bello, è figlia di una notte bianca – anzi, addirittura della “terza sera consecutiva che/non vado a letto prima delle tre”. Non si tratta d’amore, giurano nelle prime righe del testo, è forse vi si può credere. Il tema centrale del brano, infatti, è semmai il ricordo, recuperato attraverso i dettagli di una serata semplice, articolato sulle note di una melodia che culla l’ascoltatore e lo accompagna, quasi spettatore imbucato, attraverso i palpiti di un romanticismo appena accennato. È quello spazio della mente in cui il tempo si dilata e acquisisce un respiro eterno. Emotions recollected in tranquillity, direbbe William Wordsworth. “Stavo sognando? Non me la prendo, se non stai ascoltando…”

La seconda traccia, Vivere, è un vero e proprio inno alla vita. Sulle note sincopate di chitarra e sassofono, che tradiscono la formazione jazz delle sorelle, si dipana un’allegra e scatenata ode alla spensieratezza, un invito a vivere, ridere, danzare, tenersi per mano, memori del fatto che la felicità è una piccola cosa e non c’è tempo per farsela sfuggire.

Continua a ridere

ridere

sei sabbia fra le mani…

Fiori nuovi, la canzone che dà il titolo al CD, è una riflessione intimista sulle ombre del passato e sulla necessità, a volte, di salvarsi da sé stessi per poter fare sbocciare nuove primavere. Ché in fondo anche i “cori di pioggia” sono acqua e vita e a volte la tristezza è solo preludio a nuove rinascite.

Con le mani in tasca, penultima canzone del disco, è una riflessione a tratti filosofica sul cosa resta quando qualcosa finisce. Ben descrive, il testo, la congerie di pensieri, dubbi, vuoti e rivendicazioni che si affannano, quando il cuore è in credito di risposte e la mente ben lungi dal produrne. È il tempo della confusione, vissuto tuttavia con la consapevolezza che, in fondo, è proprio l’incertezza a renderci umani e a guidarci nel cammino della vita. “Ero a un passo dalla mia libertà / non avrò più sogni arrivata là”.

La traccia che chiude Fiori Nuovi, dal titolo È perfettamente inutile, è già ben nota al pubblico mitteleuropeo, che ha avuto modo di sentirla live durante il tour con Pippo Pollina. Forse è perfettamente inutile spiegare le sensazioni, dare un nome a cose ovvie, rimarcare sentimenti che non hanno bisogno di altre dimostrazioni. E tuttavia, in fondo, il senso dell’arte è proprio questo: sublimare sentimenti ed emozioni in una forma che possa regalarli per sempre al tempo e alla memoria.

È perfettamente inutile

ma lascia che lo faccia

ti tenderò le braccia

e scoccherò la freccia…

 

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Visitate la Pagina Facebook delle Sorelle Prestigiacomo; per maggiori informazioni potete rintracciarle via Facebook o all’indirizzo email indicato nel campo informazioni della pagina.

Un bonus: qui potete ascoltare il Podcast di Radio 102, che in data 04/04/2018 ha avuto come ospiti Roberta e Adriana.

 

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