Cento chimere

 

“Camminando, camminando

troverai la tua strada

sarà come la volevi

e non è poi lontana…”

 

“Avevo un sogno nel cassetto, ma si futteru u comodinu!”

Lessi tempo fa questa battuta su Twitter e mi fece sorridere. Tutti nella vita abbiamo sogni, speranze e desideri rinchiusi nei cassetti. A volte restano lì per sempre.

Ci sono, invece, storie eccezionali di esistenze votate a rendere la propria vita qualcosa di unico. Persone che hanno aperto quei cassetti, hanno tirato fuori i sogni, li hanno strapazzati, modellati, composti e realizzati; gente che ha succhiato il midollo della vita assaporando gioia e dolore, sorrisi, sangue e sudore, sguardo e mani protesi in avanti ad inseguire Cento chimere.

Pippo Pollina, cantautore palermitano di fama internazionale con 22 album all’attivo, farà capolino a fine Ottobre nelle librerie italiane con il suo primo libro, Cento chimere appunto, già edito in lingua tedesca col titolo Verse für die Freiheit.

Seppure il racconto si inserisca all’interno del genere autobiografico, questa classificazione non lo comprende e non ne esaurisce le sfumature. C’è la storia di una vita fuori dagli schemi, c’è la progressione artistica, ci sono gli incontri e i confronti, c’è l’analisi socio-politica, ci sono riflessioni esistenziali e momenti di lirismo. La narrazione di Cento Chimere ha il sapore dei racconti attorno al fuoco. Scorrendo tra le cornici dei 22 CD che danno il nome ai capitoli, l’esperienza di vita del cantautore si dispiega in una narrazione che attraversa gli anni caldi della storia d’Italia e d’Europa, dalle stragi di mafia alla caduta del muro di Berlino. La scrittura è diretta, personale, incisiva, carica di una forte componente emotiva. I grandi eventi storici vengono raccontati dalla prospettiva di chi c’era e li ha vissuti in presa diretta e la scrittura restituisce la freschezza delle sensazioni, trasportando il lettore a spasso per gli anni.

Scorrendo le pagine del libro, ci si immedesima nella storia di un ragazzo che, a poco più di 20 anni, all’indomani dell’omicidio di Pippo Fava, giornalista al fianco del quale era impegnato nella lotta antimafia, decide di salire su un treno e lasciare la propria terra. Non può ancora saperlo, ma sarà una decisione definitiva. La Sicilia nel cuore, la chitarra in spalla e un paio di indirizzi in tasca, il giovane cantautore comincia a suonare sulle piazze d’Europa, offrendo la propria musica a un pubblico quantomai eterogeneo e pressoché privo di conoscenze sulla lingua e sula cultura italiana.

La strada, si sa, è il luogo dell’incontro per eccellenza e dalla strada spuntano, come in una favola, personaggi che saranno determinanti per la sua esistenza, a partire da Linard Bardill, cantautore svizzero che lo “raccoglie” in un giorno di marzo del 1986. È solo il primo di una serie di incontri fortuiti e fortunati che segneranno le tappe della sua carriera, da Konstantin Wecker a Georges Moustaki, da Franco Battiato a Martin Kälberer & Werner Schmidbauer e molti altri. Ma il viaggio è anche il tempo della scoperta, e sono tante le esperienze che durante quegli anni contribuiranno a comporre il mosaico di suggestioni che si riversano nei CD di Pollina: la fascinazione dell’esoterismo, l’esperienza della Berlino della DDR, l’interpretazione di un’Italia vista da lontano, la percezione di un senso di sradicamento. Lentamente, la ricerca di una missione esistenziale prende la forma di un anello di congiunzione, di un’autoinvestitura a tramite ermeneutico e strumento di comunicazione fra due culture diverse, quella italiana e quella mitteleuropea. Ogni CD nasce da un’urgenza esternativa, dalla necessità ineluttabile e “politica” di mettere a disposizione di altri il proprio portato emotivo ed esperienziale, quel tassello in più conquistato a fatica e volto a comporre un ideale mosaico collettivo dell’esistenza.

Ogni artista teme il momento in cui i riflettori si spegneranno per l’ultima volta, riconsegnandolo al buio e alla quotidianità. Ma se è vero che la memoria è l’unico antidoto alla morte e all’oblio, allora sarà l’arte, regina della conservazione e del ricordo, a riempire il vuoto dietro le quinte e dentro le anime, propagando l’eco di musica e parole attraverso corpi e menti in ogni tempo e in ogni dove.

 

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Pippo Pollina sarà ospite al premio Tenco il 20 Ottobre.

Camminando: buon ascolto.

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